Controllo emotivo, ansia e produttività sono correlati

Data

Giovedì 21 Giugno

Categoria

Consigli

Controllo emotivo, ansia e produttività sono correlati

Nella nostra società siamo letteralmente consumati da mattina a sera da una routine che non ci lascia spazio neppure per riflettere sulle cause principali della nostra sofferenza

Soffrire ci sembra normale. Per secoli in Occidente siamo stati convinti che le emozioni facciano parte della parte irrazionale dell’essere umano impossibile da controllare che improvvisamente prende il sopravvento su di noi impedendoci di condurre come vorremmo la nostra vita.

Il dolore è parte dell’intera esistenza, questo lo sappiamo bene.

Tuttavia, sorprenderà sapere che almeno il 70% di questo dolore può essere evitato controllando le nostre emozioni. Se non possiamo gestire le nostre reazioni emotive alla morte di un familiare, possiamo però farlo per tutti gli eventi meno traumatici della nostra esistenza.

I vantaggi che ne derivano investono il piano emotivo in primis ma anche quello delle relazioni umane e sociali, nonché il lavoro.

 

Controllo emotivo e produttività sono correlati

Con il termine controllo emotivo si intende la capacità di mantenere il controllo delle proprie emozioni, tenendo a freno anche gli impulsi, al fine di mantenere la serenità persino in situazioni difficili.

Questo talento non consiste nell’evitare le negatività e scappare dai problemi, bensì nel saperle controllare e vivere una vita più serena e produttiva.

Essere sopraffatti dalle emozioni negative significa non avere un buon rapporto in famiglia, ma significa anche minor rendimento al lavoro.

Pensiamo a chi possiede il ruolo di leader, tipo un capufficio in un ente pubblico o un avvocato in uno studio legale: essere sopraffatti dall’ansia e dall’inquietudine significa avere maggiori probabilità di creare un clima di lavoro fatto di tensioni e di conflitti.

 

Come controllare le emozioni in maniera del tutto naturale

Yoga, meditazione e training autogeno sono oggi giunti anche in Occidente.

Le caratteristiche, le metodiche e la loro versatilità ne fanno tecniche di rilassamento diffuse anche nel nostro paese. Queste pratiche consentono di recuperare il delicato equilibrio tra mente e corpo, dando sollievo alla mente sottoposta alle più disparate pressioni giornaliere.

Il principale vantaggio legato alla pratica di queste attività è quello di poterle praticare in qualsiasi posto, anche nei luoghi di lavoro o seduti davanti la tv sul divano dopocena.

Esse ci insegnano a non scappare dalle nostre emozioni negative che, piuttosto, possono essere controllate solo se accolte, accettate, in maniera non giudicante.

E così, iniziamo a “sentire” il nostro stato emotivo, a comprenderlo, senza reprimerlo, senza rimproverarci. Tramite questa predisposizione all’accoglienza del pensiero negativo, ne allentiamo la presa, ce lo facciamo amico, quindi, non ci fa più paura, semplicemente fa il suo corso passando dalla nostra mente. Noi lo osserviamo dall’esterno, come un telespettatore attento e curioso fa con un film in televisione.

 

Yoga, meditazione e training autogeno ci consentono di entrare in questo meccanismo ed imparare a diventare “telespettatori” dei programmi che trasmettiamo quotidianamente nella nostra mente.

Ebbene, è proprio questo distacco a liberarci dalla schiavitù del pensiero.

Data

Giovedì 21 Giugno

Categoria

Consigli

Controllo emotivo, ansia e produttività sono correlati

Nella nostra società siamo letteralmente consumati da mattina a sera da una routine che non ci lascia spazio neppure per riflettere sulle cause principali della nostra sofferenza

Soffrire ci sembra normale. Per secoli in Occidente siamo stati convinti che le emozioni facciano parte della parte irrazionale dell’essere umano impossibile da controllare che improvvisamente prende il sopravvento su di noi impedendoci di condurre come vorremmo la nostra vita.

Il dolore è parte dell’intera esistenza, questo lo sappiamo bene.

Tuttavia, sorprenderà sapere che almeno il 70% di questo dolore può essere evitato controllando le nostre emozioni. Se non possiamo gestire le nostre reazioni emotive alla morte di un familiare, possiamo però farlo per tutti gli eventi meno traumatici della nostra esistenza.

I vantaggi che ne derivano investono il piano emotivo in primis ma anche quello delle relazioni umane e sociali, nonché il lavoro.

 

Controllo emotivo e produttività sono correlati

Con il termine controllo emotivo si intende la capacità di mantenere il controllo delle proprie emozioni, tenendo a freno anche gli impulsi, al fine di mantenere la serenità persino in situazioni difficili.

Questo talento non consiste nell’evitare le negatività e scappare dai problemi, bensì nel saperle controllare e vivere una vita più serena e produttiva.

Essere sopraffatti dalle emozioni negative significa non avere un buon rapporto in famiglia, ma significa anche minor rendimento al lavoro.

Pensiamo a chi possiede il ruolo di leader, tipo un capufficio in un ente pubblico o un avvocato in uno studio legale: essere sopraffatti dall’ansia e dall’inquietudine significa avere maggiori probabilità di creare un clima di lavoro fatto di tensioni e di conflitti.

 

Come controllare le emozioni in maniera del tutto naturale

Yoga, meditazione e training autogeno sono oggi giunti anche in Occidente.

Le caratteristiche, le metodiche e la loro versatilità ne fanno tecniche di rilassamento diffuse anche nel nostro paese. Queste pratiche consentono di recuperare il delicato equilibrio tra mente e corpo, dando sollievo alla mente sottoposta alle più disparate pressioni giornaliere.

Il principale vantaggio legato alla pratica di queste attività è quello di poterle praticare in qualsiasi posto, anche nei luoghi di lavoro o seduti davanti la tv sul divano dopocena.

Esse ci insegnano a non scappare dalle nostre emozioni negative che, piuttosto, possono essere controllate solo se accolte, accettate, in maniera non giudicante.

E così, iniziamo a “sentire” il nostro stato emotivo, a comprenderlo, senza reprimerlo, senza rimproverarci. Tramite questa predisposizione all’accoglienza del pensiero negativo, ne allentiamo la presa, ce lo facciamo amico, quindi, non ci fa più paura, semplicemente fa il suo corso passando dalla nostra mente. Noi lo osserviamo dall’esterno, come un telespettatore attento e curioso fa con un film in televisione.

 

Yoga, meditazione e training autogeno ci consentono di entrare in questo meccanismo ed imparare a diventare “telespettatori” dei programmi che trasmettiamo quotidianamente nella nostra mente.

Ebbene, è proprio questo distacco a liberarci dalla schiavitù del pensiero.